In questo articolo descrivo un percorso da me ideato per favorire il benessere psicologico e facilitare una maggiore centratura su sé stessi. E’ un percorso breve in quattro incontri di gruppo basato su rilassamento e immaginazione guidata. Mira a facilitare il raggiungimento di obiettivi psicologici concordati con i partecipanti facendo rivivere sensazioni collegate all’esperienza comune dei quattro elementi naturali: Terra, Acqua, Aria, Fuoco. Riporto inoltre il resoconto della prima sperimentazione che ho fatto a Firenze presso la scuola di yoga Shakti per illustrarne un’applicazione pratica e dare un’idea di quali risultati si possano ottenere.

il_570xN.547679589_msf1

Com’è nato questo percorso

Oggi c’è più consapevolezza e rinnovato interesse verso il miglioramento di sé anche attraverso un maggior equilibrio psicologico, come testimonia il grande successo dei corsi di yoga, di meditazione o di sviluppo personale. Contemporaneamente gli psicoterapeuti che hanno riscoperto l’efficacia di varie tecniche di derivazione orientale (vedi la mindfulness) si sono accorti della loro utilità in una grande varietà di contesti oltre a quello clinico.

Avevo perciò da tempo l’idea di ideare un percorso per il benessere psicologico, perché le tecniche di rilassamento e di immaginazione che conosco e che uso possono essere utilizzate non solo a fini psicoterapeutici, ma anche a vantaggio di persone senza problemi psicologici particolari. Sentivo la necessità di creare un percorso strutturato, breve, che non avesse i tempi e gli scopi di una psicoterapia. Per poter dare una direzione a questo percorso, dare il senso di uno sviluppo (da qui si parte, là vogliamo arrivare) mi serviva un modello di benessere psicologico che mi permettesse di avere un quadro coerente in cui inserire le tecniche da utilizzare in base allo scopo da raggiungere. Per cercarlo, mi sono spostato un pochino fuori dal cognitivismo e ho pensato a Jung.

Nell’articolo di seguito pertanto illustrerò i riferimenti teorici che ho utilizzato nell’ideazione di questo percorso – in particolare perché il riferimento ai quattro elementi naturali Terra, Acqua, Aria e Fuoco. Descriverò le tecniche usate e la struttura del percorso (quattro incontri settimanali in gruppo, uno per ciascuno degli elementi naturali – con homework durante la settimana). Infine riporterò un resoconto dell’esperienza fatta presso la scuola di yoga Shakti di Firenze.

Un poco di Jung… e di alchimia

Alquimia en La Edad Media

La teoria junghiana è affascinante e complessa. Alcuni studi fatti da Jung indagano sulle analogie tra i processi dell’antica arte dell’alchimia per raggiungere la famosa pietra filosofale, e quelli collegati allo sviluppo del sé che conducono a ciò che egli chiama “individuazione”, ovvero il pieno sviluppo della consapevolezza e la liberazione dai conflitti interiori. La corrispondenza è tra le varie fasi del processo alchemico (Nigredo, Albedo, Citrinitas e Rubedo) e lo sviluppo di sé.

nigredo

Nella Nigredo la materia è allo stato grezzo, impura, occorre liberarla dalle scorie. Allo stesso tempo però è questa materia grezza il punto di partenza dell’intero processo alchemico e psicologico, punto di partenza senza il quale non è possibile alcuna evoluzione: è pronta ad essere lavorata, contiene tutte le possibilità dello sviluppo successivo. Alla Nigredo è associato l’elemento Terra visto sia nella connotazione di grezzo, di sporco e di impuro, sia nella connotazione di fertilità, di base solida e suolo su cui poggiare. I colori che la simboleggiano sono il nero, il marrone (decomposizione, rifiuto), ma anche il verde (la fertilità). Psicologicamente è la fase negativa del riconoscimento dei difetti, della necessità di superarli, ma anche la fase positiva del riconoscimento della propria “base di partenza”, il suolo personale su cui poggiare per riprendere fiducia in sé.

al-albedo

Nell’Albedo la materia si spoglia delle sue scorie, raggiunge la purezza. L’alchimista attua su di essa un processo che ne comporta simbolicamente la purificazione (ad es. applica un acido che ne scioglie le diverse parti, o la lava, o separa componenti ritenute impure). In questo modo la prepara per le fasi successive, liberandola da possibili contaminazioni e inquinamenti. All’Albedo è associato l’elemento Acqua, nella sua connotazione di elemento che scioglie e lava via le impurità e lo sporco. I colori che la simboleggiano sono il bianco (purezza) e ovviamente l’azzurro. Psicologicamente è la fase in cui ci si libera dalle tensioni, dai vincoli interiori, si prendono le distanze dai modi abituali di vedere i problemi. E’ una fase di liberazione.

sole-grande

Nella Citrinitas la materia liberata, pronta per la trasformazione, subisce una serie di passaggi che la completano e la affinano. L’alchimista applica dei processi per sperimentarne e concentrarne le qualità, per meglio prepararla, per isolare le sue caratteristiche che permetteranno il completamento del lavoro nella fase successiva, per portare alla luce quelle proprietà che saranno soggette alla trasformazione finale (proprietà prima presenti solo in potenza e che ora vengono “scoperte” e attualizzate). Alla Citrinitas è associato l’elemento Aria a simboleggiare questa esplorazione delle proprietà della materia, questa loro scoperta e attualizzazione: come nell’Aria il vento è libero di muoversi in qualsiasi direzione, così nella Citrinitas la materia dinamizzata è libera di rivelare tutte le sue potenzialità. Psicologicamente è la fase della libera scoperta dopo lo scioglimento degli ostacoli, dell’esplorazione di nuove vie, del gioco, della scoperta ed esplorazione di nuove possibilità ed alternative. I suoi colori sono il giallo (sole), il celeste (cielo), il bianco (nuvole).

Rubedo

Nella Rubedo la materia subisce la trasformazione finale da cui scaturirà l’oro alchemico della pietra filosofale. L’alchimista la sottopone ad un processo di cottura grazie al quale fisserà definitivamente le caratteristiche desiderate. E’ il calore il protagonista di questa fase, con ciò che simboleggia: la cura (il contenimento all’interno del forno), la passione, il desiderio. Psicologicamente è la fase in cui dalla libera esplorazione di diverse possibilità l’individuo si centra, trova la sua strada e, grazie alla passione e alla dedizione che questa comporta, si dirige verso una sola direzione. In questo modo termina il suo sviluppo e si completa individuandosi, raggiungendo la consapevolezza. L’elemento associato a questa fase è il Fuoco, i suoi colori sono il rosso e l’arancione.

Elementi: simboli dello sviluppo personale

Il processo alchemico della Grande Opera nelle sue quattro fasi, con i corrispondenti elementi naturali, simboleggia un percorso di sviluppo personale così riassumibile:

  • Presa d’atto dei propri punti di forza, sicurezza, forza interiore (Nigredo – Terra).
  • Liberazione da vincoli ed ostacoli interiori, sciogliere tensioni (Albedo – Acqua).
  • Riattivarsi, esplorare, giocare, sperimentare alternative, provare nuove strade (Citrinitas – Aria).
  • Dirigersi in una direzione, appassionarsi, concentrarsi, ritrovarsi, completarsi. (Rubedo – Fuoco).

Ogni elemento naturale simboleggia dunque posizioni psicologiche di un percorso coerente che parte da una ritrovata forza e sicurezza (Terra), comporta la liberazione da vincoli e ostacoli (Acqua), attraversa l’esplorazione (Aria) e comporta infine una ricentratura di sé grazie ad una ritrovata consapevolezza, permessa dall’integrazione tra le forze principali interne della persona (l’emozione e l’intelletto) concordanti verso un obiettivo comune con un atteggiamento di attenzione, di amore e di cura (Fuoco).

eb3acd33949f57c3eb3e3c0b7d403184

Ogni elemento naturale è simbolo di queste posizioni psicologiche anche (e soprattutto perché) è collegato ad esperienze e sensazioni di base universali che sono comuni a tutta l’umanità: la Terra è collegata alla sicurezza e alla fiducia generata dall’esperienza della natura, del suolo, della base salda (gli alberi ad esempio sono saldi grazie alle loro radici); l’Acqua è collegata alla liberazione dalla tensione e alla purificazione per l’universale esperienza del rilassamento provocato dall’immergersi in essa, e dal semplice atto del lavarsi; l’Aria suggerisce l’idea della libera esplorazione per i voli liberi degli uccelli, che possono muoversi dove vogliono non avendo i vincoli della gravità, che attraversano confini, o per il vento che spira come vuole e quando vuole; il Fuoco è immediatamente associato da una parte al calore (e da qui, per estensione, al contatto corporeo, alla vicinanza emotiva e alla cura) e dall’altra al processo di combustione (e da qui, per estensione, all’amore, alla dedizione e alla trasformazione). Si tratta di significati e sensazioni universali che stanno dentro ognuno di noi, associate a quelle posizioni psicologiche indipendentemente dalla nostra consapevolezza e dalla nostra razionalità (“inconscio collettivo”, direbbe Jung).

image2-1024x422

E’ abbastanza evidente che questi significati e queste sensazioni associati agli elementi naturali possono da una parte offrire spunti per creare i contenuti di immaginazioni guidate che intendano favorire nelle persone proprio quelle posizioni psicologiche, e dall’altra suggerire una loro successione sensata – così come sensata è la successione delle diverse fasi del processo alchemico verso la pietra filosofale. Ho voluto quindi rispettare nella costruzione del percorso di benessere la successione Terra, Acqua, Aria, Fuoco.

Le tecniche scelte

Nella terapia cognitivo comportamentale vengono usate spesso tecniche di rilassamento e immaginative per affrontare i problemi psicologici. Di solito le tecniche di rilassamento (training autogeno, rilassamento progressivo di Jacobson, ecc.) vengono utilizzate per indurre una “reazione distensiva”, un insieme di cambiamenti somatici tra cui abbassamento della pressione arteriosa, distensione muscolare, cambiamenti dell’attività elettrica cerebrale ecc. per arrivare ad uno stato di calma profonda con lo scopo di combattere lo stress o stati d’ansia. Le tecniche immaginative invece (Rational Emotive Imagery, immaginazione guidata, ecc.) vengono usate per scopi più direttamente psicologici, come ad esempio cambiare un punto di vista disfunzionale, o per imparare a gestire meglio emozioni e relazioni, o per cambiare il proprio atteggiamento verso un oggetto o un evento (ad esempio un oggetto fobico, o un’influenza negativa del passato).

rilassamento2-640x280

Alcune tecniche immaginative non hanno invece uno scopo psicologico diretto ma intendono semplicemente favorire un cambiamento attraverso processi che non implicano una presa d’atto cosciente. E’ il caso ad esempio delle immaginazioni guidate usate a scopi addestrativi con gli atleti, in cui l’aspetto principale è quello della concentrazione, o delle tecniche di mindfulness – tipo particolarissimo di attenzione concentrata. Tutte le tecniche di rilassamento e di immaginazione, comunque, intervengono comunque sempre su tutti i tre aspetti autonomico-corporeo, cognitivo-emotivo e addestrativo-associativo, differenziandosi solo per quale dei tre esse tendono a privilegiare.

5037e22ed2535e6a522ad4cec8cbc2b9Immaginazioni guidate

Avevo in mente un modello di sviluppo di benessere psicologico basato sulle fasi simboleggiate dagli elementi naturali. Avevo presente che ogni elemento naturale è collegato a significati e sensazioni comuni e universali. Mi è venuto abbastanza spontaneo, quindi, usare una tecnica immaginativa che privilegiasse l’aspetto addestrativo-associativo con lo scopo di suscitare nelle persone le sensazioni universali associate a ciascuno degli elementi, per far rivivere i significati corrispondenti e per favorire associativamente l’adozione delle posizioni psicologiche simboleggiate da ciascuno di essi. Ho quindi ideato delle immaginazioni guidate il più possibile suggestive e coinvolgenti con al centro alcune immagini collegate agli elementi:

  • Terra: inoltrarsi in una foresta, trovare un grande albero saldo e forte, identificarsi con lui. Immaginare che un proprio ricordo di fiducia e sicurezza sia uno scoiattolo dentro la tana all’interno del tronco, protetto e custodito nel cuore dell’albero.
  • Acqua: immaginare che il corpo si scioglie, immaginare di diventare un lago placido, di far affiorare un ricordo di liberazione e di sollievo; immaginare che il lago resta calmo nonostante la pioggia che cade su di lui, immaginare che l’acqua della pioggia diventa l’acqua placida del lago, che tutto accoglie sciogliendolo.
  • Aria: sentire i movimenti del respiro, immaginare che l’aria muove ritmicamente il corpo e non viceversa; immaginare di sentire l’aria espandersi dai polmoni al resto del corpo, immaginare di diventare leggeri, di essere portati dal vento e di volare in un cielo infinito senza vedere suolo, insieme agli uccelli, giocando con una fenice e planando infine su una terra sconosciuta e bellissima.
  • Fuoco: immaginare di contemplare un grande falò, di sentire un calore nascere da dentro di sé; immaginare di avvicinare un bambino infreddolito, di consolarlo, di accoglierlo in grembo e di scaldarlo con il proprio calore, di coccolarlo ed infine sentire la sua gratitudine e lasciarlo andare; suggerire l’identificazione nel bambino.

96f26f4b17839b531cc129c1b60647caRilassamento progressivo

Prima di usare l’immaginazione guidata ho pensato che fosse opportuno un momento iniziale in cui i partecipanti potessero staccarsi dai pensieri che portavano da fuori, un momento che servisse da “decompressione” rispetto all’esterno e come disposizione iniziale per il lavoro seguente. Ho quindi iniziato ciascun incontro in gruppo con il rilassamento progressivo di Jacobson (versione modificata da De Silvestri e Liotti) per introdurre i partecipanti al lavoro immaginativo. Ogni incontro quindi è stato pensato in due fasi: una iniziale di rilassamento, una finale di immaginazione guidata.

Tecniche suggestive e accorgimenti relazionali

Oltre all’uso diretto dell’immaginazione guidata ho pensato che fosse necessario predisporre le persone ad un corretta partecipazione al percorso, il che implica sostanzialmente:

35c29412a03d91033db541c5d80cfe84i) comprensione da parte dei partecipanti del modo in cui viene teorizzato il benessere personale (ovvero comprensione del modello dello sviluppo del benessere psicologico in quattro fasi simboleggiate dagli elementi) per avere un corretto inquadramento del lavoro da fare insieme; ii) accordo con i partecipanti circa gli obiettivi di benessere da raggiungere in relazione alle possibilità offerte dal percorso; iii) accordo con i partecipanti circa il metodo con cui perseguire questi obiettivi di benessere (ovvero accordo circa l’utilità delle tecniche utilizzate); iv) assorbimento da parte dei partecipanti nel lavoro e massimo coinvolgimento emotivo, per massimizzare l’efficacia dell’immaginazione attiva. Per occuparmi di questi aspetti ho deciso di usare sia tecniche di tipo suggestivo che accorgimenti relazionali. Di seguito, elenco:

  • Far precedere il percorso da una presentazione pubblica gratuita dai toni informali, che assolve alla funzione di far comprendere il razionale dell’intervento e che contemporaneamente, grazie ad una prova di rilassamento, permette di far sperimentare concretamente l’efficacia delle tecniche utilizzate per favorire l’accordo dei partecipanti sul metodo utilizzato.
  • All’inizio del percorso, nel primo incontro, definire obiettivi personali di benessere per ciascuno dei partecipanti, così da creare una sorta di “contratto” analogo a quello che si fa in psicoterapia. Gli obiettivi dovrebbero essere: realistici, sentiti, concreti.
  • Per favorire l’assorbimento nel lavoro da fare durante il percorso, e per potenziare maggiormente l’immaginazione, far ripetere le immaginazioni guidate a casa durante la settimana tra un incontro ed il successivo (homework).
  • Per favorire il coinvolgimento negli elementi oggetto dell’incontro, usare parole specifiche a scopo suggestivo anche durante le fasi neutre (ad es.: durante il rilassamento progressivo nell’incontro Terra dire ai partecipanti “i tuoi muscoli diventano sempre più pesanti“, nell’incontro Acqua invece dire “i tuoi muscoli si sciolgono sempre più“, ecc.)
  • Sempre per favorire l’assorbimento nel lavoro da fare, e per creare un coinvolgimento maggiore con gli elementi naturali, usare una luce ambientale del colore corrispondente all’elemento oggetto dell’incontro.
  • Profumare l’ambiente con aromi corrispondenti simbolicamente, o in qualche modo affini, all’elemento oggetto dell’incontro.
  • Durante l’immaginazione guidata, utilizzare suoni ambientali di sottofondo coerenti con l’elemento oggetto dell’incontro.
  • Durante la pausa, offrire una tisana con sapore collegato simbolicamente, o affine, all’elemento oggetto dell’incontro.
  • Far portare ai partecipanti un oggetto che per loro è collegato in qualche modo all’elemento oggetto dell’incontro, o far indossare un indumento del colore dell’elemento.
  • Prevedere, ad inizio di ogni incontro successivo, una fase di briefing per monitorare l’andamento degli homework, per monitorare lo stato di raggiungimento degli obiettivi fissati, per monitorare lo stato di attivazione del processo immaginativo (ad es. chiedere come si sono sentiti i partecipanti, o chiedere se hanno fatto sogni particolari) e per mantenere un filo logico nella successione degli incontri.
  • Prevedere una fase di briefing dopo ciascuna sessione di immaginazione guidata.
  • Favorire processi controllati di identificazione di gruppo (es. un gruppo WhatsApp o una pagina Facebook per semplici scopi di coordinamento, ma ogni tanto scrivere messaggi o post più “emotivi”, in linea con l’andamento del percorso – es. fotografie suggestive, frasi di esortazione, e simili).
  • Prevedere un briefing finale nell’ultimo incontro con lo scopo di offrire una restituzione rispetto all’intero percorso fatto, chiudere il “contratto” e dare indicazioni di massima.

Struttura del percorso

La struttura del percorso così delineata è quindi stata la seguente:

  • Incontro pubblico gratuito di presentazione del percorso con illustrazione delle modalità, del razionale dell’intervento, degli obiettivi. Illustrazione del modello di sviluppo personale in quattro fasi, simboleggiate dagli elementi naturali.
  • Primo incontro: Terra. Obiettivo: ritrovare forza interiore. Prima parte: rilassamento progressivo di Jacobson. Pausa: tisana alla menta piperita. Seconda parte: immaginazione guidata con immagini collegate all’elemento Terra. A seguire: briefing sull’esperienza fatta. Suoni utilizzati: rumore di foresta. Colore: verde. Incenso: limone e verbena.
  • Secondo incontro: Acqua. Obiettivo: sciogliere ostacoli interiori. Introduzione: briefing sull’andamento della settimana. Prima parte: rilassamento progressivo di Jacobson. Pausa: tisana ai fiori di malva. Seconda parte: immaginazione guidata con immagini collegate all’elemento Acqua. A seguire: briefing sull’esperienza fatta. Suoni utilizzati: rumore delle rive di un lago, gradualmente sovrapposto con rumore di pioggia. Colore: azzurro. Incenso: bamboo.
  • Terzo incontroAria. Obiettivo: riattivarsi e sperimentare. Introduzione: briefing sull’andamento della settimana. Prima parte: rilassamento progressivo di Jacobson. Pausa: tisana al limone e zenzero. Seconda parte: immaginazione guidata con immagini collegate all’elemento Aria. A seguire: briefing sull’esperienza fatta. Suoni utilizzati: rumore di vento. Colore: bianco. Incenso: sandalo e vetiver.
  • Quarto incontro: Fuoco. Obiettivo: dirigere la propria energia. Introduzione: briefing sull’andamento della settimana. Prima parte: rilassamento progressivo di Jacobson. Pausa: tisana al karkadé. Seconda parte: immaginazione guidata con immagini collegate all’elemento Fuoco. A seguire: briefing sull’esperienza fatta. Suoni utilizzati: rumore di un falò schioppettante. Colore: arancione. Incenso: arancio amaro e noce moscata.

bff63f289945f0d157f55a907619b36dOgni incontro è stato a cadenza settimanale per un totale di quattro settimane. Ciascun incontro è stato seguito dalla condivisione di registrazioni audio contenenti la voce guida, per ripetere a casa l’esperienza di immaginazione guidata fatta durante l’incontro. La voce guida è stata registrata sul sottofondo del rumore ambientale via via utilizzato (foresta per la Terra, lago e pioggia per l’Acqua, vento per l’Aria, falò per il Fuoco). La consegna per l’utilizzo delle registrazioni è stata quella di ripetere a casa durante la settimana le immaginazioni guidate dell’elemento sperimentato nell’incontro, mentre a fine percorso si è data la consegna di utilizzare a piacimento una qualunque delle registrazioni date, in qualsiasi momento avessero voluto, o in base ad un’affinità percepita con un particolare elemento rispetto agli altri. o-MUSIC-BENEFITS-facebookE’ stata data l’indicazione di massima che era possibile tornare a ripetere le immaginazioni guidate ogni qualvolta avessero avvertito il bisogno di “sbloccarsi” all’interno di una fase particolare, sempre secondo il modello utilizzato di sviluppo personale. Esempi: ogni volta che senti mancare il terreno sotto i piedi, che senti vuoto, che senti insicurezza, prova a ripetere l’immaginazione guidata della Terra (ritrovare forza interiore). Ogni volta che senti la necessità di liberarti da vincoli, o di superare degli ostacoli, o senti un sovraccarico emotivo, prova a ripetere l’immaginazione guidata dell’Acqua (sciogliere ostacoli interiori). Ecc.

L’esperienza fatta alla Shakti

L’incontro di presentazione pubblica del percorso è stato pubblicizzato tramite i canali informativi dell’associazione ed è avvenuto la sera del 28 aprile scorso sempre presso la scuola di yoga Shakti a.s.d.

Volantino Elementi Shakti definitivo copia

Alla serata si sono presentate quattro persone, tutte donne. Di queste si sono mostrate interessate al percorso e/o potevano partecipare due di esse (che indicherò di seguito con le iniziali F. ed L.). Posso dire fin da subito che il numero esiguo di partecipanti ha reso gli incontri molto intimi e ha favorito un maggior approfondimento delle tematiche personali. Durante la serata di presentazione pubblica del percorso è stata data la possibilità alle persone presenti di sperimentare il rilassamento progressivo di Jacobson.

F. è una giovane donna molto impegnata sulla trentina, con una famiglia che la assorbe moltissimo. Proviene da un’esperienza di yoga che sta facendo dentro l’associazione ed è qui che ha saputo che stavo organizzando questo percorso. Si è incuriosita e ha deciso di provare a partecipare perché, come dice, sente la necessità di trovare un suo spazio personale. Provare nuove esperienze è proprio funzionale a questo. Non è affatto insoddisfatta della sua vita familiare, che le dà molte soddisfazioni e che la appaga, ma è comunque al centro di una serie di aspettative familiari circa i compiti e gli impegni che a volte avverte come un po’ pesanti. E’ il bisogno di staccare ogni tanto, che avverte, ed è precisamente proprio questo l’obiettivo che definisce al primo incontro: vuole essere aiutata a trovare degli spazi, a saper anche dire di no ogni tanto – senza per questo doversi sentire in colpa ed organizzando meglio le sua attività.

Quattro elementi date copiaL. è un’altra giovane donna nei quaranta, molto attenta alla salute e all’alimentazione sana, molto ben organizzata, amante dell’attività fisica, anch’essa con un’esperienza familiare positiva alle spalle e con un rapporto coniugale ben consolidato: condivide tra l’altro con il marito l’amore per l’attività fisica, ne hanno fatto un’attività comune. Sta attraversando il periodo di inevitabile cambiamento collegato alla menopausa, con conseguenze fisiche, ormonali e a volte umorali. Questo periodo critico non la sta in realtà mettendo in una crisi insuperabile: sta fronteggiando il cambiamento in modi piuttosto funzionali, calibrando accettazione e sforzo per adattarsi, esattamente come ha sempre fatto durante tutta la sua vita. Una delle conseguenze fastidiose di questo periodo, però, è il sopraggiungere di una ineliminabile insonnia – cosa che la mette davvero alla prova, lei che è sempre stata una donna emotiva sì, ma anche e soprattutto capace di fronteggiare le responsabilità. L’obiettivo che definisce al primo incontro è proprio questo: vuole tornare a dormire serenamente.

Durante il primo incontro, quello dedicato alla Terra, durante l’immaginazione guidata veniva data la consegna di ripensare ad un episodio che aveva fatto sentire salde, fiduciose, sicure. Durante il briefing F. riporta di aver ripensato ad una esperienza fatta con la sua famiglia, quando avevano cercato di abbracciare tutti insieme una gigantesca sequoia. Fin da subito quindi, quasi in opposizione allo scopo iniziale formulato di essere aiutata a distaccarsi, a trovare una dimensione più personale, il vissuto stimolato dall’immaginazione guidata la riporta ad un senso di sicurezza e di fiducia che è in realtà collegato allo stare insieme alla famiglia.

Senza titolo-1 copia
Logo della scuola di yoga Shakti a.s.d.

Pian piano, progredendo nel percorso, quella che sembrava una scelta obbligata tra due alternative opposte (l’attività e lo spazio personali in opposizione alle attività e i compiti familiari) diventa in F. invece sempre più una questione di scelta personale ponderata che affonda in vissuti emotivi forse fino a quel momento troppo coperti dal sovraccarico quotidiano. Le due forme diverse di attività vengono vissute quindi come più integrabili. Ad esempio un’immagine le si presenta alla mente: lei che si lascia andare dal bordo di una piscina, esperienza che l’ha sempre messa in difficoltà – che invece ora nell’immaginario fa, con sorpresa, senza paura, trovandola piacevole. E’ il simbolo di lei che finalmente può lasciarsi andare senza aver paura di dover sentire di aver mancato in qualcosa. Alla fine, durante il briefing finale, dice che in qualche modo ora è più consapevole che per quanto riguarda le sua attività ed i suoi spazi, alla fine va bene così: pensa ora che può comunque dire di no quando sente la necessità di farlo, e sa che comunque la sua vita familiare è al centro del suo essere. Resta, in fondo, un po’ all’interno di una posizione “Aria” che va forse un po’ risolta: restano da esplorare ancora le possibilità di questa migliore integrazione (aveva riportato come, rispetto a tutte le immaginazioni guidate proposte, quella collegata all’Aria l’avesse messa più in difficoltà). Ma alla fine, vista la posizione iniziale di partenza di richiesta di un aiuto verso l’autonomia personale, forse va bene così: può sperimentare da sola, autonomamente. Sarebbe interessante sapere se ha ricorso, dopo la fine del percorso, alle registrazioni audio delle immaginazioni guidate, e quali sono.

20170707_125008
Ingresso della scuola di yoga Shakti

L. conquista fin da subito il ritorno ad un sereno riposo tanto da essere entusiasta della sua partecipazione all’esperienza. Durante gli incontri affiorano sequenzialmente e pienamente i vissuti e le sensazioni suggeriti dalle immaginazioni guidate, in piena coerenza rispetto ai significati implicati. Anche per lei i temi personali che riaffiorano sono quelli relativi alla famiglia e ai rapporti familiari. Durante un briefing ha riportato un sogno, che indica il riattivarsi di un processo immaginativo e probabilmente la ripresa di un fiume che l’insonnia aveva interrotto. Più che di fiume, però, forse bisognerebbe parlare di vento – che la solleva e le permette di andare lontano. Non è l’elemento Acqua quello più adatto per una metafora che indica la ripresa di un processo evolutivo: è infatti l’immaginazione guidata collegata all’elemento Aria, con sua sorpresa, quella che la coinvolge nelle sensazioni più gradevoli – a lei che con l’acqua ed il mare ha sempre avuto particolari affinità. Entrare nell’elemento Aria le consente finalmente di tornare leggera, di volare via senza per forza dover fare riferimento ad un suolo, avvertito come limitante per il volo: si trova benissimo nell’immaginarsi un cielo infinito dove vola libera e prova quasi fastidio nei passaggi più concreti e specifici dell’immaginazione guidata. Sri_Yantra_256bwSe tornare al mare (Acqua) le consente di staccare la spina e togliersi di dosso lo stress accumulato fronteggiando i molteplici compiti che le sua responsabilità le danno, quindi forse è ora il passaggio dall’Acqua all’Aria quello capace di far riprendere l’evoluzione del Sé nel corpo che sta cambiando: paradossalmente è proprio accettando di potersi fermare un po’, di poter rallentare un po’, che ci si apre a nuove possibilità esplorative, che ci si permette il ritorno a quella dimensione di leggerezza capace di farti portare via dal vento. Accettare il cambiamento significa accettare il limite che questo implica, accettare cioè che le proprie capacità nel fronteggiare i compiti possono diminuire – e quindi che ci si può lasciare andare, che ci si può anche non caricare mentalmente di quelle responsabilità che prima richiedevano di restare svegli e vigili. Chi rallenta la sua corsa è meno proiettato verso il traguardo, si apre maggiormente alla vista del panorama, si lascia ispirare da questa vista: ispirare, ovvero “in-spirare” in latino, letteralmente significa lasciare che l’aria entri dentro di sé (anche fino a diventare leggeri e lasciarsi trasportare via!). Se non c’è bisogno di restare vigili, se ci si può lasciare andare, se ci si può alleggerire… allora si può dormire.

Conclusioni

Il riscontro avuto nell’applicazione del percorso, così come ideato e strutturato, è stato positivo. Non prevedo al momento quindi di modificarne contenuti e modalità. Un pensiero da fare è quello di considerare l’ipotesi di applicarlo anche in un contesto individuale anziché di gruppo. E’ possibile che l’applicazione in un contesto individuale possa far assumere al percorso, però, la connotazione più di una psicoterapia che di un intervento di promozione del benessere psicologico. Il numero ristretto delle partecipanti al percorso ha favorito, come ho detto,  un’atmosfera di maggiore intimità e ha permesso una disamina più attenta dei contenuti emersi. Resta ancora da valutare l’applicazione su un gruppo di persone più numeroso.

 

Annunci