Cosa sono gli stereotipi

Uno stereotipo è una idea semplificata e grossolana di una categoria di persone o cose: si possono avere stereotipi ad esempio sui neri, sugli ebrei, o su qualsiasi gruppo sociale o categoria di persone. È innanzitutto un pensiero semplice: si ha la percezione ad esempio che “un napoletano” abbia certe caratteristiche implicite di ciò che pensiamo sia la “napoletanità” (è espansivo, è furbo, ama la canzone napoletana, tifa per il Napoli…) ed escludiamo che abbia altre caratteristiche sue proprie che, come persona singola, lo differenziano da quella idea di napoletanità che abbiamo. Ma le persone sono innanzitutto individui, prima che una nostra rappresentazione di loro, con le caratteristiche che le rendono uniche.

Cosa sono gli stereotipi di genere

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Gli stereotipi di genere sono stereotipi sulle categorie relative al genere, ovvero ai concetti di “maschio” e “femmina”, “uomo” e “donna”, altri come “gay”, “lesbica”, “trans”, “bisessuale”, ecc. e altri concetti ancora relativi ad eventi della vita o esperienze collegate al genere, all’identità di genere, all’identità sessuale, come ad esempio la maternità, la pubertà, le esperienze sessuali, le variazioni sessuali umane. Sono, come tutti gli stereotipi, idee implicite che abbiamo rispetto alla nostra conoscenza del genere e della differenziazione sessuale, ed escludono tutte quelle caratteristiche che non vi rientrano, proprio quelle caratteristiche che vanno a costituire le vere e reali differenze di genere tra le persone – che possono anche essere diverse da ciò che pensiamo che siano.

Non solo una questione di benessere psicologico

Quando ci troviamo di fronte ad una realtà che nella nostra testa è stata semplificata, possiamo compiere degli errori di comprensione. Ad esempio se abbiamo degli stereotipi sui calciatori, quando conosciamo un calciatore ci aspettiamo che sia stupido e goffo socialmente. Se abbiamo degli stereotipi sui neri, non ci aspetteremo di trovarci di fronte ad un ingegnere se è senegalese e vuole venderci un accendino. Se abbiamo degli stereotipi sui napoletani, non penseremo che a un napoletano possa anche non piacere la pizza. Ecc.

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Quando abbiamo degli stereotipi sessuali, analogamente reagiamo ad una realtà che abbiamo noi stessi reso grossolana, e possiamo compiere errori per questo. Quando ad esempio pensiamo che un maschio o una femmina debbano avere certe caratteristiche per forza, tenderemo ad escludere che quel maschio lì che ci troviamo di fronte, quella femmina lì che ci troviamo di fronte, possano avere delle caratteristiche individuali personali diverse dalle idee generiche che abbiamo in testa di maschio o femmina. Se pensiamo a un maschio “semplificato”, infatti, ce lo immaginiamo in un certo modo (affermativo, razionale, forte, attivo, ecc.), e non in altri. Analogamente se pensiamo ad una femmina “semplificata”, ce la immaginiamo in un certo modo (materna, emotiva, sensibile, remissiva, ecc.), e non in altri. Tenderemo ad escludere che persone maschi e persone femmine possano avere caratteristiche diverse da quelle che immaginiamo. Questo non solo è un processo cognitivo di base fondamentale nella genesi di fenomeni importanti come il bullismo omofobico (che colpisce indifferentemente ragazzi e ragazze etero ed omosessuali), ma in generale anche del maschilismo, dell’omofobia, della discriminazione di genere.

Condizionamenti dovuti agli stereotipi di genere

Essendo maschi e femmine noi stessi, applicando su noi stessi gli stereotipi di genere saremo condizionati nella nostra stessa costruzione di una rappresentazione del nostro genere: se siamo maschi tenderemo a sperimentare solo attività “da maschio” (per essere riconosciuti come maschi ed essere apprezzati socialmente) e non ci sperimenteremo in altre attività che non consideriamo consone al genere maschile; se siamo femmine, ci forzeremo nel limitarci ad attività “da femmine” e lotteremo maggiormente per affermarci quando compiamo attività “da maschio” non giudicate tipiche del genere femminile. Più la rappresentazione di “maschio” e “femmina” è rigida e dogmatica, più forti sono queste pressioni nella costruzione di noi stessi, più rigidi sono i ruoli di genere, più forte la discriminazione di genere, più alta l’omofobia (sociale e interiorizzata), più alti i tassi di femminicidio.

Interventi di prevenzione contro gli stereotipi di genere

Gli interventi di prevenzione contro gli stereotipi di genere possono essere fatti a scuola, nelle aziende, nelle organizzazioni. Si tratta di tutti quegli interventi che sono tesi a migliorare e/o a rendere più flessibile e/o correggere le idee che abbiamo relativamente a “maschio” e a “femmina”, così da evitare quelle generalizzazioni indebite che stanno alla base della discriminazione di genere, dell’omofobia, del maschilismo, e dei nostri stessi condizionamenti interni.

Interventi di prevenzione a scuola

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Uno dei campi più sperimentati ed efficaci è quello della scuola: a scuola gli interventi contro gli stereotipi di genere possono essere inseriti nel filone più ampio della didattica dell’educazione civica, dell’educazione sessuale, dell’educazione al rispetto della diversità, ecc. Si possono altresì inserire in tutti quei progetti che si occupano di valorizzazione della figura femminile, di lotta al bullismo, di empowerment personale. Qualcuno sostiene che chi vuole praticare questo tipo di interventi nelle scuole vuole confondere l’identità sessuale dei bambini o dei ragazzi, oppure vuole promuovere l’omosessualità e far proseliti per le associazioni gay/lesbiche/trans. In realtà non è possibile modificare l’identità sessuale con questo genere di interventi, semplicemente perché non sono progettati a tale scopo e dal momento che comunque la propria sessualità personale può essere al massimo scoperta, non modificata. Si tratta semplicemente di dare ai bambini e ai ragazzi la possibilità di imparare il rispetto degli altri e di sé stessi. Uno dei fenomeni che più affligge il mondo della scuola, il bullismo omofobico, colpisce indiscriminatamente bambini/e e ragazzi/e eterosessuali e non, e deriva da discriminazioni legate a ciò che un maschio o una femmina dovrebbero essere o come dovrebbero comportarsi (ad esempio un maschio non deve avere indumenti rosa, o una femmina non deve avere atteggiamenti “da maschiacchio”). Quando questo succede possono essere presi/e in giro, bullizzati, ostracizzati indipendentemente dall’identità sessuale che hanno – anche in modi difficilmente percepibili dalle figure adulte. Interventi contro gli stereotipi di genere possono essere efficaci nel prevenire questo fenomeno favorendo un clima di accettazione degli altri e delle loro peculiarità.

Interventi di prevenzione nelle aziende e nelle organizzazioni

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Nelle aziende e nelle organizzazioni gli interventi contro gli stereotipi di genere possono essere parte delle buone pratiche messe in atto per favorire le pari opportunità, o contro la discriminazione. Sono possibili interventi di formazione, di aggiornamento, o percorsi di empowerment individuale e di gruppo. Alcuni interventi di formazione molto interessanti che sono stati fatti sono quelli di “formazione di formatori”: percorsi in cui alcuni membri di un’organizzazione (ad esempio insegnanti di una scuola, capireparto, quadri intermedi, ecc.) vengono sensibilizzati, formati e successivamente invitati a trasferire buone pratiche nel contesto di provenienza (scuola, azienda, ufficio, ecc.), anche con interventi di formazione formale o informale ad allievi, dipendenti e colleghi, così da avviare un processo di diffusione che coinvolga al massimo grado l’organizzazione di appartenenza.

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